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Prendete la Commedia dell’Arte, unitela alla tragedia greca, aggiungete la scuola d’arte americana West Cester University e versate tutto nella variopinta cornice della costa Ionica calabrese. Condite il tutto con il teatro italiano.

Quello che ne verrà fuori è uno splendido progetto da servire in tutto il mondo.

SteamMovie è stata onorata di partecipare al Progetto Alcesti, realizzando le riprese del documentario cinematografico.

SteamMovie ha fornito uomini, mezzi, supporto logistico, tecnico e organizzativo, per questa splendida iniziativa che ha portato in Calabria studenti della West Chester University ( Darius Johnson , Olivia Damore e Janice Rabian), impegnati nella preparazione di uno spettacolo internazionale itinerante, insieme ad artisti calabresi (Angelo Aiello www.compagniaiello.it, burattinaio e Luca Scrivano, violoncellista).

Autore del progetto l’artista calabrese Renato Arcuri, attore e collaboratore della scuola di Philadelphia, che si è avvalso della professionalità di due magnifici attori e insegnanti, John Bellomo e  Brendon Gawel, co-fondatori insieme a Renato Arcuri di Ombelico Mask Ensemble http://www.ombelicomask.org/.

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SteamMovie si è resa disponibile, oltre che per le attrezzature tecniche e i servizi, anche per la ricerca di location, collaboratori e figure professionali.

Le riprese sono state effettuate da Emanuele Spagnolo con Canon C100 alternando l’uso della steadycam e della macchina a mano, al’impiego di mezzi cinematografici come Carrello Dolly e Crane grazie alla collaborazione con Mario Lucente. Hanno fatto parte del reparto Macchina da Presa Mario Amelio e Simone Marsico.

Le foto di backstage sono a cura di Oreste Montebello, mentre le foto delle locandine sono di Beatrice Canino.

I costumi sono stati magistralmente curati da Mariella Bruzzese.

Le location hanno coinvolto Gerace, Maida, Catanzaro e Firenze.

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Photo Beatrice Canino

Vai all’articolo: LIKE A BAT OUT OF HADES (Ombelico): Fringe Review 12

“Comincia a confondere maschera e attore, personaggio e persona…

La tradizione della tragedia greca incontra la Commedia dell’Arte applicata allo studio del teatro italiano nel progetto di drammaturgia internazionale: Ἄλκηστις.
La tragedia di Euripide è unica nel suo genere, non solo perché è la più antica giunta fino a noi ma anche perché è l’unica tragedia che ha un lieto fine. Non poteva che essere questo il testo di ispirazione per un progetto unico nel suo genere e nella sua ambizione: fondere la tragedia con la Commedia dell’Arte in un progetto itinerante nel confine geografico italiano ma realizzato con la partecipazione di docenti e studenti statunitensi.

Ἄλκηστις è sperimentazione sull’uso di libere improvvisazioni drammaturgiche ispirate all’Alcesti di Euripide, suggerite da contesti di località italiane emblematiche per struttura e storia. La maschera della commedia dell’Arte sviluppa, così, situazioni inattese e paradossali evidenziando pregi e difetti dell’umano vivere, nel tentativo di un processo d’individuazione e di reciprocità pubblico/attore che tutti ci riconosce come un po’ maschere della Commedia dell’arte.

Oltre alla studio sui generi del teatro e al training fisico dell’attore, tipico della Commedia dell’Arte, Ἄλκηστις si propone alla progressiva messa in scena di un canovaccio rielaborato e liberamente tratto dall’Alcesti di Euripide, indirizzando gli studenti/attori all’uso della libera interpretazione sia linguistica che lessicale e alle opportune improvvisazioni drammaturgiche. Il progetto è un compendio dell’arte teatrale, uno zibaldone di dialetti e slangs fruibile a livello internazionale e adattabile secondo le necessità rappresentative dell’improvvisazione teatrale.

Un mondo inaspettatamente curioso e attento, disponibile al gioco e al confronto. Così attore e personaggio si fondono e la cinepresa guarda popoli e città, del Vecchio e Nuovo Continente, con gli occhi di una maschera della Commedia dell’Arte e sviluppa situazioni comiche e paradossali che evidenziano pregi e difetti, similarità dell’umano vivere che, nonostante l’appiattimento omologante della globalizzazione, mantiene identità e linguaggi propri, ricchezze di originalità sorprendenti.

Un rappresentazione senza confini, grazie alla realizzazione di un docufilm proiettato sul territorio nazionale ed estero. Nello stupore delle differenze, mondi promiscui e lontanissimi si scontrano in luoghi e situazioni emblematiche e paradossali, come sono appunto quelli della globalità del nostro tempo.
Il viaggio sarà l’occasione per sciogliere i propri dubbi in quelli degli altri.
Reciprocità amorevole del vivere la perplessità del contemporaneo.

È questa provocazione drammaturgia nel quotidiano delle differenze, l’ultima spiaggia della Commedia dell’Arte?”

“Il traghettatore del progetto Alcesti è Renato Arcuri che, nella veste di capocomico trasla interamente il suo ruolo nel XXI secolo, una responsabilità, che va oltre la messa in scena, portando il teatro e le corti anche alle nuove tecnologie. Così, la commedia dell’arte dalla strada si sposta nelle reti e nelle nuove piazze, quelle di internet, invadendo con la sua fisicità il web e riempiendo di significato i social network.”